Mauro Corna

Basso lirico

IL DUCA D’ALBA (seconda parte)

LA TRAMA

Bruxelles, 1573.
I Fiamminghi sono in fermento e tentano di ribellarsi contro l’occupazione spagnola. Nella piazza grande Daniele (Daniel nel libretto di Scribe), uno dei capi della rivolta, mostra ad Amelia (Helen) il punto in cui il duca d’Alba ha fatto decapitare il padre di lei, conte di Egmont.
Al passaggio della lettiga del governatore, Amelia rifiuta di inchinarsi; un soldato spagnolo la minaccia, e per scherno le intima di cantare in onore del duca d’Alba: ella invece intona un canto patriottico ed i Fiamminghi si rivoltano. Compare allora il duca, alla vista del quale i Fiamminghi si acquietano impauriti; arriva anche Marcello (Henri), che narra a Daniele e Amelia di essere stato assolto inaspettatamente dal tribunale.
Il duca lo interroga e lo invita ad arruolarsi nelle sue truppe; poiché egli rifiuta sdegnato, viene imprigionato. Ma Marcello, misteriosamente, è di nuovo rimesso in libertà; si reca allora nella birreria di Daniel, centro della cospirazione; là viene sorpreso dagli Spagnoli, che confiscano armi e munizioni ed arrestano tutti i cospiratori, tranne lui. Si reca allora dal duca ad intercedere per i compagni, e scopre con raccapriccio di essere suo figlio illegittimo: solo se riconoscerà il duca come padre, questi avrà clemenza verso i cospiratori e l’amata Amelia; così egli cede e gli si inginocchia dinnanzi. I patrioti vengono liberati, ma sospettano il tradimento di Marcello. Amelia, benché innamorata di lui, gli chiede, come prova d’innocenza, di uccidere il duca; egli si rifiuta, svelandole che si tratta di suo padre, ed Amelia lo respinge sdegnata. Quando, nel porto di Anversa, il duca d’Alba sta per lasciare il paese, Amelia gli si avvicina e tenta di pugnalarlo; Marcello si frappone fra i due e muore tra le braccia del padre, mentre intercede ancora una volta per l’amata.